Su internet
le "prigioni" dei nani
di
Guido Andruetto
TORINO
- Ville e giardini torinesi «obiettivi sensibili»?
La minaccia arriva dal sito internet del Malag, il movimento
autonomo per la liberazione dei nani (o meglio delle anime)
da giardino, che da qualche giorno sta diffondendo indirizzi
di parchi e giardini privati, fra Torino e provincia,
in cui sarebbero custoditi esemplari dei simpatici nanetti
in gesso. Lo scopo? Fornire indicazioni utili a chi volesse
rapirli e poi liberarli in un bosco, in una foresta o
comunque in una grande area verde non recintata.
Non
si tratta affatto di uno scherzo, anzi. Nonostante il
tono goliardico della propaganda, i militanti del movimento
sembrano molto determinati. Lo confermano le immagini
pubblicate nella sezione «missioni» del sito
www.malag.it, un vero e proprio archivio digitale delle
«liberazioni» eseguite in tutta Italia.
Presto,
on line, ci saranno anche quelle relative a Torino e al
Piemonte. Intanto gli indirizzi da «visitare»
abbondano, dalla casa a schiera in corso Moncalieri (con
sette nani ben visibili dalla strada) al giardino della
Parrocchia Santa Monica di via Vado, al Lingotto, fino
alla villetta a Santo Stefano Belbo dove sarebbero tenuti
«in ostaggio» quattro nanetti da giardino,
due sul balcone e due all´ingresso.
Oltre
a queste segnalazioni, il sito presenta un vademecum con
le istruzioni per la missione. Per esempio, possono essere
liberati solo i nani da giardino, mentre sono esclusi
personaggi come Bambi, i funghetti, i Puffi, i cerbiatti
e soprattutto Biancaneve, una delle maggiori responsabili
della prigionia dei nani. Ogni missione, poi, deve essere
documentata con un reportage fotografico. Per la buona
riuscita dell´operazione, infine, il Malag suggerisce
di «dotarsi di un´auto veloce per lasciare
il luogo del rapimento, di uno zaino dove poter infilare
il nanetto liberato e di indossare scarpe da tennis, pantaloni
comodi e t-shirt, possibilmente scura, per nascondersi
nella notte».
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