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124 ] Il vero bradipo
Agosto
2006 - Provincia di Udine
1 nano suonatore di flauto
Liberatori: Fraliedfe
Gli ultimi giorni sulle Dolomiti passavano veloci,
quello che doveva esser un trionfale ritorno ai luoghi di origine
del MALAG con megaliberazioni ogni notte, si era trasformata
in una guardinga permenenza soffrendo amaramente per tutti quei
nani imprigionati.
Il Bolognese continuava a essere fin troppo prudente e Fraliedfe
non riusciva a darsi pace, erano gli ultimi giorni e voleva
liberarne altri. Bisognava entrare in azione ma con molta cautela,
senza che amici, residenti e forze estranee si accorgessero
di nulla.
Per questo il fondatore scelse una missione agevole. Proprio
accanto all'hotel vi era una palazzina, di quelle basse di montagna,
con giardino senza steccato e all'interno di questo un piccolo
rifugio e una baracca. Adiacente ad essa un angolino di giardino
molto ben curato ma nascosto dalla strada. Passeggiando a piedi
per quella strada aveva notato diverse volte un puntino rosso
fra le piante ed era quasi sicuro che fosse un nano da giardino.
Quando decise di entrare in azione aveva appena smesso di piovere
e l'erba era bagnata. Aspettò e quando questi se ne andaranno
e l'ultima automobile fu dentro al casa, si avvicinò
al giardino. L'aiuola era distante dalla palazzina ma il rumore
dell'erba calpestata era forte e soprattutto le luci continuavano
a spegnersi e ad accendersi da una stanza all'altra. Erano passate
le 3 di notte e gli abitanti erano ancora svegli, ma non erano
mattutini questi montanari?! Raggiunse silenziosamente il capanno
e per più di 5 minuti rimase immobile nascosto nel buio.
Si era accesa proprio la stanza che si affacciava sull'aioula
e si accorse all'ultimo momento che il rifugio era abitato.
Ma la buona notizia è che lì in mezzo c'era proprio
un nano, con tanto di flauto traverso. Si muoveva come un bradipo
nell'erba, il suo braccio ci impiegò un paio di minuti
abbondanti per allungarsi e afferrare la statua. Non era molto
grande ma non ci stava nel giubbotto di pelle ed era tutta sporco
di terreno. A passo veloce e guardandosi intorno frettolosamente,
rifece il percorso nell'erba al contrario e si rifugiò
al sicuro immediatamente.
Il nano fu liberato il giorno dopo in un boschetto vicino.