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121 ] Liberatori-Gadgets
Luglio
2006 - Provincia di Torino
4 nanetti
Liberatori: The Biologist, Koudier, Dio, Proud
7 giorni. Erano pronti a colpire di nuovo.
Ore 21 00. Il cielo sgombro da nuvole, la temperatura di 32°,
non era quello che The Biologist, Koudier, Proud e Dio si aspettavano
ma ormai non potevano rimandare. Tenevano d’occhio quei
nanetti da troppo tempo, non era il momento per i ripensamenti.
Erano pronti, carichi, con l’adrenalina che pompava a
1000… i 4 moschettieri torinesi del MALAG incrociarono
le spade verso il cielo gridando “gotta free ‘em
all!”.
Ultima cena in pizzeria, chiacchere, belle donne, champagne
a fiumi e tante risate, ma con i volti solcati dalla tensione!
Dovevano aspettare, le ore passavano come giorni! Le 3 00, si
parte in macchina col Proud stavolta. Grazie alla sua immensa
conoscenza nel campo dell’informatica e delle tecnologia,
Proud aveva equipaggiato il gruppo con ricetrasmittenti Alan421
con annesso auricolare e microfono. Un vero professionista.
Lui avrebbe guardato le spalle ai compagni in macchina da eventuali
arrivi dalla parte dei garage. The Biologist in retroguardia,
anche lui munito di trasmittente, appena fuori il cancello.
Attento come una lince, avrebbe avvertito gli incursori da eventuali
auto ferme, condòmini e video-citofoni in funzione. Toccava
a Dio e Koudier il compito più delicato. Sarebbero stati
esposti alla cerchia di case e balconi per tutta la durata dell’operazione.
Auricolari, torcia elettrica, magliette nere elasticizzate e
zaini. Gli ultimi controlli via radio poi via.
The Biologist, Koudier e Dio si allontanarono dalla macchina,
occultata dalle fronde dei pioppi a bordo strada, e si avviarono
verso il cancelletto. The Biologist li guardò e poi un
balzo, Dio era dentro, una rapida occhiata al video-citofono
poi l’inconfondibile stridio dell’elettricità
che passa attraverso la serratura. Anche Koudier era dentro
ora. Lungo la stradina con apparente naturalezza e calma, i
due controllavano con occhiate furtive eventuali presenze umane
e animali. Un centinaio di metri ed eccoli giunti, di fronte
al cancello di appena un metro e mezzo di altezza. La coppia
di amici rimase immobile per alcuni minuti, scrutando l’ambiente
e scambiandosi reciproche occhiate. A un certo punto, come colti
da un raptus reciproco, i due si mossero fulminei, Koudier mise
a terra gli zaini e li aprì, Dio mise appena un piede
al di là della recinzione e distese le lunghe leve verso
i piccoli nani da giardino. Senza guardare ne passaò
uno al complice che lo insaccò. Due, tre. Per il quarto
Dio dovette appoggiare una mano a terra, il sudore freddo rischiava
di farglielo scivolare, ma le presa era forte e sicura. Koudier
lo afferrò e chiuse le sacche. The Biologist diede il
via libera e si avviò alla macchina. I due incursori
camminarono pacatamente verso il cancelletto. Fuori finalmente!
Di corsa verso la macchina e poi tutti dentro! Via, verso le
colline della zona.
4 nani sono stati liberati, 4 eroi hanno dimostrato il loro
valore, è tempo di fumare il sigaro della vittoria…signori,
missione compiuta!