[
102 ] Saturday fever
Marzo
2006 - Provincia di Modena
1 nano da giardino
Liberatori: Il Maestro, Il Vampiro
Questa missione non era programmata, questa missione
nessuno se la poteva aspettare dato che questa missione ha avuto
luogo in una nota discoteca della zona dove ogni tanto Il Maestro
ed Il Vampiro passano il loro sabato sera emiliano.
Tutto ebbe inizio quando Il Maestro entrò nel locale
e la prima cosa che notò fu un nano appoggiato sul bancone
della cassa. Non voleva crederere a quella visione, poi capì
guardandosi intorno che vi erano anche api di cartone, funghi
di polistirolo e qualche altra decorazione boschiva inaspettata,
come una specie di accenno di “ambient” naturalistico
senza rilevanza e senza nome all’interno del locale.
Nulla di che, l’attrazione principale era quel povero
piccolo amico intrappolato tra i guardarobieri e le cassiere
della discoteca.
Durante tutta la permanenza in quel luogo, il pensiero de Il
Maestro era solo uno. Appena incontrò Il Vampiro ne parlarono
a fondo e arrivarono alla conclusione che il momento migliore
era in fine serata, quando la maggior parte della gente andava
a prendere la giacca per pagare alle casse, così col
favore della confusione e delle tenebre avrebbero preso il nano
senza grossi problemi.
Inizialmente Il Maestro voleva portarlo in bagno e liberarlo
lì, però l’anima del povero piccolo amico
avrebbe fatto fatica a tornare alla sua libera vita rurale,
così si decise di portarlo fuori.
Arrivò in breve tempo il momento tanto aspettato, Il
Vampiro andò a prendere la giacca dal guardaroba e la
diede a Il Maestro, che l’aveva lasciata in macchina prima
di entrare. Coperto da un amico, il più temuto liberatore
avanzò verso il nano vicinissimo alle cassiere e ai guardarobieri
e con un abile gesto lo nascose nella giacca (per quel che si
poteva), subito dopo si mimetizzò fra la folla circostante
inconscia di tutto.
Appena Il Vampiro pagò anche per lui, con mosse per distrarre
lo sguardo dei buttafuori all’uscita, Il Maestro e i suoi
amici uscirono fino all’auto nel parcheggio in aperta
campagna del locale. Per completare la beffa al locale liberarono
il nano proprio lì, aspettando il momento giusto per
fare un paio di foto nascosti fra le macchine parcheggiate.