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73 bis ] IL FUMO DI NATALE
Marzo
2006 - Provincia di Modena
Nano deforme con pipa
Liberatori: Il Maestro, Fedor
Incredibile, un nano già liberato viene
probabilmente ritrovato, restaurato e rimesso in prigionia dai
proprietari. Ma Il Maestro e Fedor lo ritrovano e il nano è
di nuovo in libertà. Sarà quella definitiva?
Dopo una tranquilla serata passata a gustare birra,
Il Maestro e Fëdor decisero di fare una rimpatriata cercando
nella loro città una piccola anima da liberare.
I liberatori, un po’ arrugginiti dal tempo, decisero di
cercare un obbiettivo non troppo impegnativo, e Il Maestro guardando
mentalmente la cartina della città con le case segnate
si ricordò di una villetta in cui il proprietario spostò
i nanetti in suo possesso nella parte posteriore della casa
dopo aver sentito e letto della situazione “nani scomparsi”
nel paese negli anni passati.
Purtroppo era uno dei pochissimi obbiettivi rimasti, allora
i due si recarono sul luogo e per verificare la presenza dei
nani entrarono nel giardino della casa adiacente (molto più
accessibile) e constatarono la situazione… i nani erano
tre, di gesso e i liberatori, in due e fuori allenamento conclusero
che la situazione era sfavorevole.
Optarono per la ricerca di un altro obbiettivo, così
mentre uscivano dalla recinzione, quella decisione costò
un piede insaccato a Il Maestro ma sprezzanti del pericolo e
del dolore decisero comunque di non tornare a casa a mani vuote.
Poco dopo scorsero nella notte una strana casa con ai pressi
del cancello uno strano nano, con le gambe incrementate in una
base rettangolare, tipo scarpe- cemento affonda spie della mafia.
Dopo un attimo di pianificazione, toccò a Fëdor
entrare che silenziosamente si portò oltre il cancello…
il nano era lì, molto vicino ma molto pesante e facendosi
aiutare da Il Maestro lo portarono al di fuori dell’abitazione.
Pochi passi e lo caricarono in macchina, poi decisero di portarlo
ad un parco vicino casa di Fëdor, sicuro e tranquillo dove
poterlo liberare; in men che non si dica lo raggiunsero e dopo
aver fatto un paio di foto con il telefonino iniziarono a sbatterlo
sul ciglio del parco dove era presente del cemento.
A fatica lo strano nano, forse complice di qualche intrigo mafioso,
forse testimone di qualche misfatto criminoso venne finalmente
liberato, lontano così da quelle scarpe di cemento che
lo hanno da sempre incatenato.