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66 ] IL MIGLIOR AMICO DELL'UOMO
Luglio
2004 - Provincia di Modena
Nanetto suonatore
Liberatori: Il Maestro, Fedor, Il Vampiro
Tutti sanno che per antonomasia il migliore amico
dell'uomo è il cane. Ma non tutti sanno che seppur i
liberatori di nani siano uomini, per loro non vale questa regola,
soprattutto se si tratta di un dobermann...
In un pomeriggio assolato Il Maestro, Fëdor ed Il Vampiro
si recarono in una zona sospetta, quando passando di fianco
ad un'abitazione intravidero dal cancello un simpatico nanetto
suonatore posizionato proprio davanti alla cuccia di un cane.
Non fecero in tempo a commentare la situazione quando un terribile
dobermann nero di media statura gli si scagliò contro
rimanendo per fortuna bloccato dietro le sbarre del cancello.
Itre se ne andarono via ridendo pensando all'assurdità
della situazione: un nanetto protetto da una bestia feroce come
quella.
La sera spinti da non si sa cosa tornarono sul luogo a spiare
la casa
Si tramanda che il dialogo fu concitato e la discussione
sull'opportunità di entrare o meno fu lunga. Fedor e
Il Vampiro non erano convinti, ma Il Maestro era convinto di
potercela fare, eccitatao dalle scariche di adrenalina della
missione.
Così dopo aver constatato che il cane dormiva nei pressi
dell'ingresso della casa, Il Maestro scavalcò con mosse
aggraziate su un paletto del cancello, dato che il cancello
stesso ballava troppo e la rete esterna era preceduta da un'altissima
siepe.
Per fortuna non vi era ghiaia in terra, e Il Maestro, passo
passo, raggiunse la cuccia, alzò il nano senza far rumore
e tornò indietro nel medesimo modo. L'atmosfera era inquietante,
perché lui stesso racconta che temeva lo sbucare del
cane da un angolo della casa. Passò così il recluso
aldilà del cancello ai due compagni, poi scavalcò
lui stesso nello stesso punto da cui era entrato.
I tre si allontanarono dalla via in silenzio assoluto, temendo
il risveglio dell'animale e una volta presi i mezzi si diressero
verso un campo di grano qualche chilometro più in là.
La liberazione fu un po' difficoltosa.